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Bullet journaling: ne hai mai sentito parlare?

 

Ho la fobia dei fogliettini volanti, ho la fobia delle mail che mi intasano la posta. Google Mail proprio l’altro giorno si è lamentato: o cancelli roba, o ti compri spazio aggiuntivo! Con lui non fa a ragionare. Ha un caratteraccio.

Ho provato a fare ordine, ma credo che comprerò giga. Sono un disastro. E Google mi mette l’ansia.

Ma nel tentativo di arginare il problema nel breve, mi sono imbattuta in un articolo salvato molto tempo fa che mi ero rigirata per non dimenticarlo. Parlava del bullet journaling. Non tutto il male vien per nuocere, ho pensato.

Ed eccoci arrivati alla fobia dei fogliettini volanti. Le cose sono connesse, non temere.

Ne ho la casa invasa: li compilo, li perdo, li ritrovo quando non mi servono più. E non è divertente. Per questo l’idea  del bullet journal l’ho trovata geniale… ecco geniale magari è un po’ esagerato, però interessante di certo sì.

Bullet Journal: in cosa consiste

La logica del bullet journal è molto semplice: comprati un’agendina tutta bianca e usala per scrivere le tue liste, le tue idee, le tue date importanti, le frasi illuminanti (senti questa: ” Si amavano quei due. Si regalavano libri”, di Erri de Luca), le idee regalo, le idee menù per la tua festa di compleanno, la lista della spesa. Tutto quello che vuoi. Non esiste pericolo di perdere il foglietto perché è bello attaccato all’agenda, quindi se riesci a non perdere lei, l’agenda dico, sei in una botte di ferro.

Bullet Journal: i vantaggi

All’inizio il mio bullet journal era una lista di liste. Molto sterile ma piuttosto utile: almeno non le perdevo! Lentamente si è trasformato in qualcosa d’altro.

Ho iniziato a disegnarci, a segnare frasi che mi piacciono molto, idee che mi vengono quando meno me lo aspetto. Sono addirittura arrivata a riciclare la lista della spesa quando non ho voglia di riscriverla, tanto alla fine della fiera compro sempre le stesse cose. Mi ha aiutato a tenere conto di quanto spesso compro quello shampoo in erboristeria (salasso), di quanto spendo in libri durante un mese (doppio salasso), e quanta crema al cioccolato si consumi in casa (triplo salasso mortale). Segno anche la data nella quale semino qualcosa in giardino, così A – ricordo d’averlo fatto, B – vedo quanto tempo ci mette a germogliare.

Trovo note interessanti anche per gli articoli che devo scrivere per i miei blog o per quelli altrui. Ispirazioni o suggestioni per future collaborazioni e soprattutto mi aiuta a capire quante cose riesca a fare, quando voglio, in una intera giornata.

Bullet Journal vs Moleskine

No, non ho rinunciato alla mia amatissima Moleskine, ma visto che all’interno della pagina quotidiana non riesco ad inserire appuntamenti, obiettivi di lavoro ed insieme liste della spesa e elucubrazioni di vario genere, ho trovato particolarmente utile separare le due cose. Ecco a cosa mi serve in concreto il mio B.Journal:

  • motivazione personale (ma quante cose ho fatto questo mese?);
  • risparmio di tempo ( bye bye fogliettini volanti che a cercarli sembra di partecipare ad una caccia al tesoro che finisce sempre male);
  • angolo di meditazione (disegnare è un po’ come meditare, non trovi?);
  • giustificazione alle mie frequentissime tappe in cartolibreria.

 

Detto questo passo e chiudo. Tu prima di chiudere  invece puoi dirmi se usi il bullet journaling e nel caso se lo hai trovato utile.

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