Essere Freelance

Le parole che cercavi

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No, non ho mollato: una essere mamma freelance che resiste

No, non ho mollato: una essere mamma freelance che resiste Saranno trascorsi due giorni, forse tre, metti anche cinque. Insomma mi sveglio stravolta come al solito, impacchetto la mia dolce Rebecca alla bell’è meglio e mi siedo davanti al pc. Apro la prima mail della giornata: è molto lunga e molto carina. Chi ben comincia… A scrivermela è Marta che prima di tutto mi chiede: “Ma non avrai mollato anche

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Foodblogger: consigli per diventarlo

Qualche giorno fa sono stata ospite di un importante istituto alberghiero cagliaritano: l’Azuni. Il mio ruolo era di “esperta”. In che cosa ti starai domandando tu. Esperta food blogger rispondo io, e non ti nascondo un certo orgoglio. Te lo confesso: parlare in pubblico prima mi metteva in agitazione, ora  mi stimola, mi piace. Puoi per capire quanto fossi entusiasta quando davanti a me ho trovato un pubblico foltissimo, di

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La ricetta per una super email natalizia

  Quando si avvicinano le ferie il dubbio è sempre lo stesso: avviso i miei clienti che non ci sarò per qualche giorno? Non sarà ovvio e io farò la figura della sciroccata? Non sembrerà una mail invasiva? Che scrivo? Insomma i dubbi sono sempre gli stessi, le risposte non sono sempre ovvie, diversamente certi dubbi non ci verrebbero nemmeno non credi? La mia risposta in merito all’amletico problema email

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Lavoro uguale felicità: ecco perché una madre non deve smettere di lavorare

  Periodo pessimo. Poco lavoro, tanta attesa per risposte che non arrivano, lavori in casa infiniti, pochi soldi, Reb che non dorme manco se la faccio stancare tipo runner professionista, io che ho perso un po’ la bussola e gastrite lancinante che mi fa vedere tutto nero e brutto. Stop. Ieri mi sono fermata un momento. Ok. Ho respirato. Mi sono fatta una bella passeggiata fin alla palestra (non a

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Le parole inutili? Cancellale

Eccomi risorta. Sono stata impegnata nella correzione del mio ultimo romanzo. Oggi finalmente l’ho inviato. Ho incrociato le dita, fatto tre giri su me stessa, ballato qualche danza di buon auspicio, sparpagliato sale alle mie spalle e detto qualche preghierina. Per cui ora me la godo. Domani inizierò a chiedermi “ma quanto ci mettono per leggere 250 pagine?” e partirà l’impazienza compulsiva, il controllo autolesionista delle mail e di whatsapp.

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