Essere Freelance

Le parole che cercavi

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Lavoro uguale felicità: ecco perché una madre non deve smettere di lavorare

  Periodo pessimo. Poco lavoro, tanta attesa per risposte che non arrivano, lavori in casa infiniti, pochi soldi, Reb che non dorme manco se la faccio stancare tipo runner professionista, io che ho perso un po’ la bussola e gastrite lancinante che mi fa vedere tutto nero e brutto. Stop. Ieri mi sono fermata un momento. Ok. Ho respirato. Mi sono fatta una bella passeggiata fin alla palestra (non a

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Le parole inutili? Cancellale

Eccomi risorta. Sono stata impegnata nella correzione del mio ultimo romanzo. Oggi finalmente l’ho inviato. Ho incrociato le dita, fatto tre giri su me stessa, ballato qualche danza di buon auspicio, sparpagliato sale alle mie spalle e detto qualche preghierina. Per cui ora me la godo. Domani inizierò a chiedermi “ma quanto ci mettono per leggere 250 pagine?” e partirà l’impazienza compulsiva, il controllo autolesionista delle mail e di whatsapp.

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L’ispirazione vien leggendo

Venerdì pomeriggio, poco lavoro all’orizzonte. Fuori piove, dentro tisana calda e portatile vecchio ma buono. Davanti a me un buon libro e l’inserto del Corriere della Sera – La Lettura. Portatile, foglio bianco davanti, lettura in testa: mi è venuto in mente un articolo per Essere Freelance, e già che la bambina dorme… scriviamo. Oggi parliamo di lettura e di ispirazione. La premessa prima di tutto: io da bambina portavo

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Copywriter: un po’ psicologo, un po’ buon amico, un po’ barista. Parliamone

  Prima di fare la copywriter, blogger e scrittrice ho vestito i panni di commessa, studentessa, cameriera, cuoca, segretaria, super eroina, consulente fiscale, insegnante, baby sitter, promoter (scopri l’intruso)… insomma di clienti  in 35 anni di onorata carriera in style “mi devo pagare gli studi a tutti i costi” ne ho visto. I clienti che mi capitano ora però, quelli che di rado incontri, che conosci da dietro uno schermo,

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Bentornata Freelance: come prima cosa ingoia il rospo

  Se impari a far per prime le cose più tediose, noiose, spaventose, il resto della giornata sarà tutto in discesa. Ecco come ho affrontato il mio primo giorno di lavoro dopo settimane di vacanza. Sono rientrata a casa da due giorni. Ho voglia di scrivere. Ho voglia di fare il punto della situazione. Il mio rientro a casa è stato traumatico: me lo aspettavo! Sì lo so che tutti

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