Essere Freelance

Le parole che cercavi

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L’ispirazione vien leggendo

Venerdì pomeriggio, poco lavoro all’orizzonte. Fuori piove, dentro tisana calda e portatile vecchio ma buono. Davanti a me un buon libro e l’inserto del Corriere della Sera – La Lettura. Portatile, foglio bianco davanti, lettura in testa: mi è venuto in mente un articolo per Essere Freelance, e già che la bambina dorme… scriviamo. Oggi parliamo di lettura e di ispirazione. La premessa prima di tutto: io da bambina portavo

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Copywriter: un po’ psicologo, un po’ buon amico, un po’ barista. Parliamone

  Prima di fare la copywriter, blogger e scrittrice ho vestito i panni di commessa, studentessa, cameriera, cuoca, segretaria, super eroina, consulente fiscale, insegnante, baby sitter, promoter (scopri l’intruso)… insomma di clienti  in 35 anni di onorata carriera in style “mi devo pagare gli studi a tutti i costi” ne ho visto. I clienti che mi capitano ora però, quelli che di rado incontri, che conosci da dietro uno schermo,

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Bentornata Freelance: come prima cosa ingoia il rospo

  Se impari a far per prime le cose più tediose, noiose, spaventose, il resto della giornata sarà tutto in discesa. Ecco come ho affrontato il mio primo giorno di lavoro dopo settimane di vacanza. Sono rientrata a casa da due giorni. Ho voglia di scrivere. Ho voglia di fare il punto della situazione. Il mio rientro a casa è stato traumatico: me lo aspettavo! Sì lo so che tutti

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Blog personali: sono controproducenti?

Rieccomi emergere da qualche assolata e ventosa spiaggia sarda. La settimana scorsa ho messo in pratica i miei consigli: ho staccato la spina (per davvero) e sono partita per l’Ogliastra, che se non sei sardo probabilmente non conosci ma dovresti. E’ favolosa, si mangia benissimo e la gente è autentica e originaria. Detto questo veniamo a noi. Davanti a un bicchiere di cannonau (questo lo devi conoscere per forza) si

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#ufficio al mare e la legge dei rendimenti decrescenti

  Ci ho pensato a lungo e fino all’ultimo non ero sicura. Poi il fatto d’avere lavori in casa, il caldo di Cagliari, e la mia bambina che rimaneva tutto il giorno a chiedermi “Mamma ciù ciù” mi ha convinta. Ho messo due cose in valigia, chiuso il mio portatilino in borsa, messo in borsa il kindle che sta vomitando manuali, libri e quant’altro, caricato lo zaino di qualche giallo

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