Essere Freelance

Le parole che cercavi

Come scrivere un testo leggibile: sull’indice gulpease e altri affari

 

Scrivere è già una faticaccia, per di più una volta scritto un pezzo, confessalo, sei impaziente di condividerlo. Quindi una riletturina veloce che ti permette sempre di promuovere il tuo articolo e via, verso il web e oltre.

Male giovane blogger, molto male. Scrivere sarà pure una faticaccia, ma editare un testo, correggerlo e revisionarlo è ancora peggio. Inoltre, prima di dargli le chiavi di casa e spedirlo per il web, senza un orario di rientro c’è da farsi una domanda piuttosto seria: il mio articolo è pronto? E’ maturo abbastanza? Ma soprattutto, è leggibile?

Vecchia scuola, vecchio stile

Uscita dall’università il mio stile di scrittura era a mezza strada fra quello di Tarquato Tasso e di Macchiavelli. Se mi capita di rileggere qualche cosa di quei tempi mi vengono i brividi. Ho qualche giustificazione? Sì! Visto che i testi che ti propinavano all’università, più incomprensibili erano meglio sembravano. L’obiettivo dei capoccioni che tra gli inizi del novecento e il primo dopoguerra scrivevano manuali di tradizioni popolari e antropologia? Non farsi capire. Meglio, farsi capire da pochi, tant’è che dopo aver letto per 10 volte una stessa frase mi chiedevo se ero io stupida o il testo illeggibile. Tant’è, quei testi dovevo leggerli per forza, ma che si fa di un articolo online che non ti dice subito di che vuole parlare e lo fa semplicemente? Lo si abbandona al suo destino.

I giri di parole non piacciono a nessuno, i testi labirinto non so a te, ma alla sottoscritta la indispongono da morire. Se per caso intuisco che dentro ci sia qualche sorpresa mi sforzo di comprenderli, leggendoli una, due tre volte (e mo’ basta), ma la cosa non mi fa piacere, non mi fa piacere per niente. Eppure c’è stato un tempo in cui ho creduto che scrivere facile significasse confezionare contenuti sempliciotti e che il libero accesso a tutti rendesse meno chicchettoso un pezzo. E invece no: scrivere semplice significa conoscere bene la materia di cui si scrive, e saperla spiegare in poche parole, facendo in modo che anche gli altri ti capiscano. Esiste qualcosa di meglio?

Leggibilità in percentuale

Hai mai sentito parlare dell’indice Indice Gulpease? Sta online, fermo dalla mattina alla sera e quando lo desideri analizza i testi che decidi di proporgli. I suoi parametri sono due:

  • la lunghezza delle frasi;
  • la lunghezza delle parole.

Come funziona? Scrivi il tuo testo, lo copi, lo incolli in un sito che ti offre gratuitamente il servizio e attendi il responso che arriva più o meno rapidamente. La filosofia dell’indice gulpease? Le frasi brevi sono più facili da leggere, le parole più corte fanno parte del nostro linguaggio di tutti i giorni. Quindi? A suo parere poco è meglio, ma soprattutto più chiaro.

Prendiamo le misure

Diciamolo subito: l’indice gulpease non è il San Pietro dei writer. L’indice d’altronde non analizza il contenuto del testo, che può essere composto da frasi brevi e parole semplici ma essere comunque una schifezza. Di buono l’indice G. ha una cosa: ti consente di prendere le misure. Eccole qui:

  • le frasi? Meglio se brevi. Il buon senso e i linguisti consigliano di non superare le 25 parole. Dopo le trenta si rischia di perdere il filo del discorso. Quindi che ne diresti dimettere qua e la qualche punto?
  • so che conosci i paroloni, ma sei sicuro che li conoscano anche i tuoi lettori? Inseriscine pochi all’interno di ciascun testo. 2 spronano chi ti legge ad ampliare il proprio vocabolario, 15 rendono il pezzo un pelino incomprensibile;
  • tieni vicini i tre fratellini: il soggetto, il verbo e il complemento.

[Tweet “scrivi per raccontare, non per impressionare”]

 

Scrivere leggibile: qualche spunto

  • Falla semplice se puoi;
  • le parole familiari sono confortevoli per il lettore. Usale no?
  • parole inutili, fuori dal mio articolo prego;
  • i verbi meglio all’infinito;
  • mettiti nei panni del lettore;
  • meravigliosi sinonimi, utilizzali per dare varietà al tuo linguaggio;
  • scrivi per raccontare, non per impressionare.
  • gli spazi bianchi online non si pagano: usali;
  • un pò colore da movimento al tuo testo, non trovi?

La prova del nove

Lo so, sono noiosa, ma continuo a dare il solito consiglio a chi me lo chiede. Sì d’accordo l’indice gulpease è interessante, quella tecnica di scrittura fa figo, quella attenzione grammaticale potrebbe fare la differenza, ma alla fine della fiera quel che conta è il ritmo di lettura. Il tuo testo ce l’ha? Rileggilo ad alta voce, e se niente stona è arrivato il momento di cliccare su “Pubblica Ora”.

Click.

Buona lettura.

A proposito di leggibilità, in basso qualche link utile:

http://labs.translated.net/leggibilita-testo/

http://xoomer.virgilio.it/roberto-ricci/variabilialeatorie/esperimenti/leggibilita.htm

http://www.di.unipi.it/~cappelli/seminari/dimodica.pdf

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