Essere Freelance

Le parole che cercavi

Consulenze gratuite: meglio perdere l’abitudine

 

Fra i buoni propositi per il 2015, che già mi suona bene e mi sembra un anno tutto tondo e tutto bello, c’è anche quello di dire più no e sì molto molto convinti. Non che i sì li regalassi nemmeno nel 2014 ma nonostante ci abbia scritto post, tenuto allegre discussioni e riflettuto a lungo, dire no mi fa sempre strano.

Sarà che sotto questa scorza di freelance un po’ stronza si nasconde un cuore grande e generoso, sarà che delle volte dire sì è più facile che dire no ma poi te ne penti alla grande. Sarà quel che sarà quest’anno ho deciso di dire basta.

Proprio stamattina, mentre ragionavo sui miei intendimenti per il futuro, bevevo il mio the mattutino e addentavo la penultima fettina di “Torta della felicità”, maledetta sia, inciampo in questo post. Devi leggerlo perché se sei un creativo o svogli il tuo lavoro con una certa creatività, fidati di me, ti ci ritroverai.

Se te lo vuoi leggere più tardi ecco un breve riassunto: a chiunque svolge un lavoro creativo sarà capitato almeno una volta di leggere una mail del tipo “Ciao, ti stimo molto, mi piace tanto il tuo stile, avrei qualche consiglio da chiederti, cosa ne pensi di ….” e a seguire 42 righe di paturnie varie con richieste che, se soddisfatte, richiederebbero da parte tua dispendio di tempo, professionalità e creatività.

Ti è mai capitato? Beh a me piuttosto di frequente. In genere la domanda che più comunemente mi viene posta è questa: come posso diventare freelance? Ma anche: consigliami qualche sito, consigliami qualche cliente, prendimi sotto la tua ala protettiva e presentami al mondo web, che ne pensi del mio sito, tu cosa cambieresti, secondo te per farlo funzionare cosa devo fare e via dicendo. Il più delle volte la domanda saliente è sommersa sotto lunghe presentazioni, ma anche intenti per il futuro, rimorsi per il passato, e copiosi curriculum.

Le mie reazioni nel tempo sono state almeno tre:

  1. Perché non è venuto su subito al sodo? D’accordo, già che mi ha scritto mi pare corretto rispondere. La risposta in genere mi è costata una 20 di minuti tra stesura di frasi dal senso logico, ricerca di link e il tentativo di spruzzare la mail di simpatia;
  2. Ma se ama così tanto il mio blog perché non se lo legge? Nei vari post pubblicati nel tempo ho trattato tutti questi argomenti. Ma poi sono buona e rispondo alla mail indicando link e quant’altro (15 minuti circa senza rilettura);
  3. Tra la lettura della mail e la risposta impiego circa 30 minuti (perché certe mail sono pure difficili da leggere). Alche elaboro una risposta creativa: propongo una consulenza di 60 minuti da svolgersi online. Il costo è di circa 40 euro. Mi si risponde che ci si sentirà appena avrò un attimo di tempo.

Dopo aver letto il post di cui ti ho parlato sopra ho una quarta soluzione. E’ possibile inviare il modulo standard per la richiesta di consulenza gratuita, realizzato e messo a disposizione, ovviamente in maniera gratuita da Simone Aliprandi nel suo blog.

Scaricalo, leggilo e fatti due risate, ma soprattutto rifletti.

Ricorda: il tuo tempo è denaro. D’accordo la gentilezza, d’accordo la voglia di aiutare il prossimo, d’accordo che sei buono dentro, ma #coglioneno: per dirla più gentilmente il lavoro va retribuito, anche se creativo come il nostro.

E tu che ne pensi?

2 Discussions on
“Consulenze gratuite: meglio perdere l’abitudine”
  • Ciao,
    io volevo ringraziarti per i numerosi consigli sparsi per il tuo sito. Avevo già qualche piccola e minuscola esperienza con il misterioso mondo dei contenuti per il web e avendo la necessità di re-inventarmi ho cliccato su Google: essere freelance.
    Grazie per tutto quello che mi hai insegnato!!!

Leave A Comment

Your email address will not be published.