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Distrazioni: evitarle è meglio che curarle

Distrazioni: evitarle è meglio che curarle

 

La mente fa strani scherzi quando è impegnata altrove. Te lo dice una che di distrazioni se ne intende. Pensa che quando frequentavo la scuola elementare la mia maestra mi chiedeva spesso se fossi sulla mia nuvoletta rosa.

Riuscivo a distrarmi dalla lezione richiamata impellentemente dalla mia fantasia. Ai tempi non esistevano notifiche, mail e messaggi vocali e ci si aiutava come si poteva. Insomma entravo in una sorta di trance che non andava troppo bene ai miei insegnanti ma che alla sottoscritta ha portato lontano. Ma del vantaggio delle visualizzazioni abbiamo parlato altrove.

Oggi parliamo di distrazioni… e stavo già per distrarmi dall’argomento. Sono una specialista in fatto di distrazioni, e per questo ho scoperto che evitarle è meglio che curarle.

 

Distrazioni: mangiano il tuo tempo

Ci sono mattine in cui sono pienamente in focus; filano via diritte e alla conclusione della giornata sono davvero soddisfatta. In genere la to do list quotidiana è stata pienamente rispettata, ogni voce ha la sua spunta e io mi sento tipo wonder woman, ma senza body sgambatissimo e mantello. Insomma in quei giorni la mia mente è dell’opinione che a volere sì, questo mondo lo potremmo pure conquistare, io Claudia e lei, la mia mente.

Altri giorni è il delirio. Non faccio in tempo a fare una cosa che subito la mia attenzione è richiamata da un’altra faccenda, ho mille chat aperte, le notifiche del cellulare continuano a trillare che poi prima arrivano quelle del pc e a seguire quelle del cellulare, che sono le stesse ma in differita. Quando ho raggiunto un briciolo di concentrazione squilla il telefono o magari s’è fatta una certa e devo cucinare, cambiare la bambina, andare a riprenderla a scuola o che so io. Insomma il limbo in versione domestica.

Superata la tempesta mi sento uno schifo. È stato proprio mentre mi sentivo uno schifo che mi sono chiesta perché mai il giorno prima mi sentivo Er Prof (hai presente quel topo con la testa gigante che si accompagnava ad un aiutante che chiamava Mignolo?), pronta a conquistare il mondo e il giorno seguente l’ispettore Zenigata dopo aver preso l’ennesima batosta. Per cui ho analizzato la situazione con calma. Ho citofonato, il cervello ha risposto e insieme abbiamo fatto il punto della questione.

Le distrazioni: ecco le mie

Ho preso carta e penna e ho annotato quali sono stati i problemi che mi hanno impedito di lavorare per bene.

  • Notifiche insistenti (cellulare, pc)
  • Whatapp insistente e Messanger ansiogeno
  • Cellulare in fermento
  • Mancanza di un progetto preciso

 

Tutte queste condizioni concentrate in un’unica giornata abbattono la mia motivazione, la mia assenza di motivazione causa mancata concentrazione e la mancata concentrazione… si va bhe, lo sai come vanno a finire le cose.

Ma è tutto risolvibile.

 

Notifiche: come gestirle

Uno dei modi più utilizzati per gestirle è quello di silenziarle e di eliminare i pop up che ti avvertono dei messaggi. In realtà però rimane il fatto che se sei facile alla distrazione, pur non sentendo alcuna notifica andrai a guardare se per caso qualcuno ti abbia mandato la comunicazione del secolo tramite mail, Messanger o Whatapp.

Io affronto la cosa in questa maniera:

  • ci ho dovuto lavorare ma ho compreso che se pure non leggo immediatamente la notifica, il mondo comunque non finirà;
  • ho sviluppato un certo intuito per le notifiche. Prendi quelle di Whatapp: quando si tratta di lavoro normalmente mi arriva un solo messaggio e quindi una sola notifica. Ce lo vedi un cliente a scrivere.

Ciao

Come va

?

Braccio forzuto in emot

Che hai fatto questi giorni

?

I testi

?

Pronti

?

Emot di chiusura tratta a caso dalla galleria.

Quando mi scrive mia cugina per prendere un caffè insieme nel pomeriggio, mi arrivano orientativamente 79 messaggi. La riconosco dalla sinfonia di notifiche per cui so che posso guardarli             anche dopo una trentina di minuti. Consiglio anche a te di sviluppare questo sesto senso, ti aiuterà;

  • se anche leggi il messaggio o sbrici il mittente, non è detto che si debba rispondere subito. A chi obbietta “Ok, ma lui ha visto che io ho visto…” rispondo con una certa serenità di spirito “E chi se ne frega”;
  • non devo essere disponibile sempre e devo decidere consapevolmente quando rispondere. Diversamente sarei chirurgo… non credi? E invece niente, scrivo.

 

Cellulare in fermento

Se il cellulare inizia a squillare senza più fermarsi puoi fare tre cose:

  • silenziarlo mentre squilla dopo aver visto chi ti cerca;
  • silenziarlo fin da subito, ma ricordati che poi devi rimettere la suoneria altrimenti ti daranno per dispersa;
  • impostare la modalità “non disturbare” e così sei in una botte di ferro.

Progetta le tue giornate

Se sei vecchietta come me e hai figli avrai scoperto che progettare per filo e per segno le giornate è praticamente impossibile.

Un tempo ci riuscivo e ho una grandiosa stima per la me del passato, ma non sono una tipina nostalgica, per cui guardo diritta al futuro. Il mio futuro ha il colore di un’agenda nella quale segno, senza urgenza di orari, i miei impegni. Tutti. In una lunghissima lista.

Lo faccio per sapere concretamente cosa devo fare il giorno in questione perché parliamoci chiaro, si ha tutto in mente fintanto che non ci si siede in scrivania, poi si viene distratti e si perde miracolosamente la memoria. Sapere in maniera precisa cosa bisogna fare durante la giornata mi aiuta a farlo. E aiuterebbe anche a te.

 

Detto questo ti consiglio:

  • di citofonare al tuo cervello e aspettare che risponda
  • segnare tutti i motivi di distrazione
  • trovare una soluzione.

Se invece ti distrai per le mie stesse cose prova ad usare i miei consigli e fammi sapere.

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