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Raccontarsi: ecco come faccio io

Raccontarsi: ecco come faccio io

In questo periodo, come succede ogni anno, non  ho fissa dimora. Scrivo ovunque capita, al mare, al parco, in giardino,  sul divano con mia figlia che guarda Masha o con il gatto che mi si spalma addosso tipo protezione 50 che non la mandi via nemmeno se vuoi. Ma soprattutto cerco di leggere il più possibile. Ogni anno va così: durante l’autunno, l’inverno e la primavera accumulo una pila di libri da leggere, una fila di ebook da studiare o di articoli da consultare che fa impallidire per numero di parole l’esame di Filologia Romanza. Proprio ieri, di rientro dal mare, tanto per portarmi avanti, leggevo. Casualmente sono inciampata su Simon Sinek. Lo conosci?

Le sue idee mi sono piaciute molto, ma fra le frasi che più mi sono rimaste in testa c’è questa: “La gente non compra quello che fai, la gente compra il motivo per cui lo fai”. Cavolo, è tutto vero! Pura ispirazione. E come è possibile far conoscere il motivo che mi spinge a fare quello che faccio? Ecco alcune risposte che mi sono data.

Racconta il motivo

La narrazione è una forma di marketing al quale siamo poco abituati. Di storytelling abbiamo sentito parlare in tutte le salse e ogni volta che qualcuno lo nomina mi vengono gli occhi storti, ma il suo potenziale, quando fatto bene, è indiscutibile. Sai perché funziona? Perché è marketing ma non convenzionale, di quelli che non ti aspetti e che quindi ti cattura l’anima o per lo meno ti muove qualcosa dentro. Perché se fatto bene il motivo raccontato dalla narrazione diventa anche il tuo motivo, lo condividi, ti piace e compri il prodotto.

Raccontarsi è importante. Non sempre un articolo, la copertina di un libro, un libro, un sito web, o che ne so un quadro, raccontano tutto di te. Chi osserva la tua creazione può innamorarsene, può trovarla geniale, può lasciarsi ispirare, ma il risultato è quadruplicato se quella creazione tu la racconti, e magari racconti anche qualcosa di te. E’ lo specialino che regali al tuo lettore, i contenuti nascosti che si aprono alla fine del film, il ciuffetto di menta fresca sul tuo mojito bordo piscina.

Con le parole ti puoi raccontare in molti modi diversi. La tua bio sui social che frequenti, la tua pagina web, lo status di fb o di twitter. Non servono molte parole, servono quelle giuste.

Raccontare il processo creativo

Un modo per mostrare quello che fai, ma anche e soprattutto la fatica che fai per realizzare un progetto è quello di raccontare il processo creativo. E’ un modo per far entrare nel tuo mondo i tuoi followers, è un modo geniale per creare contatti, per sembrare più umano, per spiegarti meglio. Il processo creativo puoi raccontarlo in molti modi diversi: attraverso le parole, grazie alle foto, grazie ad un video, anche e soprattutto grazie a recensioni altrui.

Le foto per raccontarsi

Le immagini sono uno strumento molto efficace per raccontarsi. Non parlo di selfie o simili, parlo di foto che raccontino le tue giornate, le tue passioni, che mostrino il mondo esattamente come tu stesso lo vedi. Ecco, quelle sono le foto che ti raccontano meglio, e che danno la possibilità ai tuoi followers di entrare in casa tua, conoscere meglio te, le tue abitudini, le tue giornate. Il canale migliore per farlo è senza ombra di dubbio Instagram: non è un caso che sia uno dei social più amati e più utilizzati, con una crescita che ha avuto, negli ultimi tempi, dell’incredibile.

Perché dovrei raccontarmi?

Ma se vendo pane o parole perché mai dovrei raccontarmi? Te lo stai chiedendo? Beh di motivazioni ce ne sono almeno tre:

  • più followers
  • più divertimento
  • più successo, perché la gente non compra quello che fai, ma il motivo per il quale lo fai (te lo sei già dimenticato?).

A proposito di Simon Sinek, se ti va dai uno sguardo a questo video. E’ ispirazione pura.

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