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Scrivere meglio imparando a visualizzare

Visualizzare è importante per uno scrittore, per un blogger o per un creativo, per chiunque, qualunque cosa faccia. Visualizzare è importante per un ingegnere, per un avvocato, per una casalinga o per una mamma. Che poi visualizzare lo facciamo tutti, quando siamo rilassati o vogliamo evadere. Ma non sempre sappiamo che stiamo visualizzando.

Prendi me. Ora sono in fissa con il natale. Meglio un albero o due alberi di natale? E per capire cosa sarebbe meglio visualizzo, immaginandoli entrambi, uno nel piano superiore uno in quello inferiore, uno rosso e oro e l’altro bianco e argento, uno con il trenino che ruota intorno, l’altro con un villaggio di babbo natale di pan pepato, uno con… d’accordo basta. Io sono una visualizzatrice e quando parto mi ferma solo mia figlia che si sveglia o che vuole chissà che. Anche tu dovresti diventarlo. Ti aiuterà a scrivere meglio. Non ci credi?

I dettagli: fanno la differenza

Quando io scrivo libro, borsa, gatto, letto, divano, albero di natale, tu inevitabilmente visualizzi in sequenza, per un brevissimo momento, tutti questi oggetti. Questo perché tutti noi abbiamo depositato nella nostra memoria l’immagine di ognuno di loro e di moltissime altre cose.

Quindi in realtà se io scrivo che “ho aperto l’agenda e ho compilato la mia to do list quotidiana” tu hai probabilmente visualizzato un’agenda che somiglia alla tua, e pensato a una lista che conosci abbastanza bene.

Se il mio compito di scrittrice si fosse esaurito qui, tutto sarebbe piuttosto sterile. Probabilmente dopo pochi giorni passeresti ad un altro blogger che ti dia qualcosa in più. E quel qualcosa in più sono i dettagli. Qualcuno ha detto che Dio è nei dettagli, e ci ha preso alla grande. I dettagli fanno la differenza, sono emozionanti, coinvolgono i cinque sensi, affascinano, ti fanno sentire a casa.

Ma come fa un bravo scrittore a descrivere i dettagli?

Facile, li visualizza.

Visualizza: ecco come

Ok chiudi gli occhi (poi potrai farlo anche con gli occhi aperti). Pensa all’agenda. Pensa al suo colore. E’ nuova, è rovinata, è aperta, è chiusa. Fatti delle domande. Che sensazioni regala quando la tocchi. E’ illuminata da luce naturale, le pagine di che colore sono, che odore hanno, che consistenza hanno?

Hai visto tutto? Bene ora scrivi tutto quello che potrebbe essere utile e coinvolgente per il lettore.

“Quell’agenda me l’ha regalata mio marito. Ogni anno lo fa per il mio compleanno con una bella dedica porta fortuna. Prima di aprirla accarezzo la copertina liscia, di pelle nera e allento l’elastico che ferma le pagine. Profumano di casa. Quando la apro per segnare gli impegni della giornata l’occhio mi cade sugli scarabocchi che l’altro giorno ci ha disegnato mia figlia. Non li cancellerò. Tutte le volte mi mettono allegria!”

La descrizione della scena è nettamente più personale, emozionale, coinvolgente. Hai visto anche tu la mia agenda?

Questa tecnica la puoi utilizzare anche quando lavori: descrivere dettagli che risvegliano l’interesse del lettore andrà a tuo favore o a favore del prodotto (servizio) che intendi offrire.

Dettagli: cosa fare sempre

  • Conosci quello di cui parli: ti verrebbe piuttosto difficile descrivere un prazzotino non sapendo di che si tratta (per inciso il prazzotino non esiste, ma possiamo inventarlo).
  • Fatti delle domande. Chiediti ad esempio chi leggerà, a chi vuoi parlare, che messaggio intendi regalare.

Dettagli: cosa non fare mai

  • I dettagli vanno bene, a patto che diano valore alla storia. Non esagerare.

 

 

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